Il problema

Ad oggi, quasi 1,2 miliardi di persone, più del 16% della popolazione mondiale, non hanno accesso all’elettricità. Circa 2,7 miliardi di persone, quasi il 37% della popolazione mondiale, non dispongono di sistemi per cucinare a ridotto impatto ambientale (clean cooking facilities).

In conformità con quanto stabilito dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), definiamo la mancanza di accesso all’elettricità e a fonti pulite per cucinare, come mancanza di accesso “all’energia moderna”.

Più del 95% delle popolazioni senza accesso all’energia moderna è concentrato in Africa sub-Sahariana o nelle zone meno sviluppate dell’Asia; l’80% di queste vive in zone rurali. La distribuzione mondiale della povertà energetica, infatti, coincide ampiamente con la distribuzione globale della povertà estrema.

Nel 2011, le Nazioni Unite hanno lanciato “Sustainable Energy for All” (SE4All), un’iniziativa per garantire l’accesso universale ai servizi energetici moderni, raddoppiare il tasso di miglioramento dell’efficienza energetica e la quota di energia rinnovabile nel mix energetico globale entro il 2030.

Questa spinta è stata confermata nel 2015 con l’adozione dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile che raccoglie 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs); tra cui il numero 7: “Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni”.

Il tema dell’accesso all’energia può essere analizzato da più punti di vista. Abbiamo identificato tre prospettive principali: l’inclusione sociale, lo sviluppo economico e la tutela dell’ambiente. Il mancato accesso all’energia moderna è un aspetto critico per ciascuna di esse, a causa del suo impatto negativo sulle condizioni sociali, economiche ed ambientali. Diventa quindi necessario intervenire simultaneamente in queste tre direzioni.

Il problema sociale è evidente quando comunità intere non dispongono di servizi sanitari e scolastici di base, né fruiscono in modo affidabile e sicuro di cibo ed acqua. Il progresso, quindi, non può sussistere senza accesso a fonti energetiche moderne e sicure.

I vari tentativi messi in atto per soddisfare le necessità energetiche di base, in assenza di energia moderna, possono avere un impatto nocivo sull’ambiente locale, e anche a livello climatico globale. Le politiche disegnate per colmare il divario energetico solitamente migliorano le condizioni sociali ed economiche in loco. Tuttavia, i progetti di sviluppo energetico possono avere impatto ambientale positivo o negativo, a seconda della tecnologia utilizzata, e perciò devono essere attentamente monitorati.

Inclusione sociale

La mancanza di accesso all’energia moderna è stata riconosciuta come uno dei maggiori problemi sociali. L’accesso a forme di energia moderna è quindi una condizione necessaria sia per lo sviluppo individuale che sociale.

L’energia moderna permette l’illuminazione, l’utilizzo di sistemi per cucinare e di riscaldamento meno inquinanti, trasporti, servizi di telecomunicazioni, l’incremento della produttività agricola, e soprattutto è fondamentale per la fornitura di servizi sanitari di base e di acqua potabile.

Non c'è dubbio che l'accesso all'energia moderna contribuisca a una qualità della vita più elevata, garantendo servizi sanitari migliori, una maggiore aspettativa di vita e un’istruzione di qualità. L’utilizzo dell’elettricità può anche sostituire o facilitare molte attività manuali che richiedono tempo, soprattutto da parte delle donne, e anche dei bambini. Di conseguenza, l’accesso all’energia permette alle donne di sviluppare il proprio potenziale umano e sociale, rafforzando il loro ruolo all’interno delle famiglie e delle società.

Salute

La mancanza di accesso all’energia incide drammaticamente sulla salute e sul benessere collettivo. La situazione corrente è allarmante.

Nonostante i dati disponibili siano limitati, è stimato che circa 1 miliardo di persone dipendono da strutture sanitarie senza elettricità. In India, il 46% delle strutture sanitarie non è provvista di energia elettrica – nonostante le 580 milioni di utenze. In Africa sub-Sahariana, più del 30% delle strutture sanitarie non hanno elettricità, pur prestando soccorso a 255 milioni di persone. Inoltre, la fornitura spesso non è affidabile e disponibile solamente per un periodo limitato di tempo.

La mancanza di energia moderna nelle case condanna più di 2,7 miliardi di persone, in tutto il mondo, a bruciare in modo improprio biomasse tradizionali (legno, carbonella, sterco animale) per cucinare. Un’insufficiente ventilazione e l’inquinamento dell’aria all’interno delle case costringono inoltre le persone a respirare sostanze molto dannose per la loro salute. Secondo l’Organizzazione Mondiale per la Sanità, 4,3 milioni di persone muoiono prematuramente ogni anno per l’inquinamento dell’aria imputabile ai combustibili usati per cucinare. Questa cifra supera la somma totale delle morti causate da malaria, tubercolosi e HIV/AIDS.

Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, il problema è destinato a persistere e peggiorare nel lungo periodo se non c’è un intervento risolutivo da parte dei governi. Il numero delle persone senza accesso all’elettricità è previsto in lieve calo entro il 2030 (da 1,2 a 0,8 miliardi di persone), mentre il numero di persone senza accesso a combustibili moderni per cucinare e riscaldare diminuirà ancora più lentamente (da 2,7 a 2,3 miliardi) nello stesso periodo.

L’accesso a fonti di energia moderna e a combustibili puliti migliora quindi le condizioni sanitarie e rappresenta un passo in avanti verso il raggiungimento dell'Obiettivo di Sviluppo Sostenibile (SDG) n. 3: “Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età”.

Istruzione

La povertà energetica è un ostacolo all’istruzione. Migliaia di bambini del mondo in via di sviluppo frequentano scuole senza alcuna fornitura elettrica.

L'installazione di infrastrutture energetiche moderne nelle scuole, sia per fornire elettricità che per cucinare in modo più salutare, aiuta a ridurre il divario nel settore educativo tra aree urbane e rurali. La connessione all’elettricità può aiutare le scuole rurali ad attrarre insegnanti che si rifiutano di lavorare in aree remote, prive di servizi elettrici e di comunicazione.

L'accesso alla luce elettrica significa che i bambini possono studiare più a lungo e che gli insegnanti hanno più tempo per preparare le loro lezioni. L’elettricità permette l’utilizzo di tecnologie informatiche e di comunicazione per scopi educativi e dà accesso a internet che è essenziale, nell’odierna era digitale, per garantire un'istruzione di alta qualità. L'accesso all'energia moderna riduce inoltre i tempi necessari per cucinare e migliora la qualità del cibo nelle mense scolastiche.

L’accesso all’energia contribuisce quindi al raggiungimento dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile (SDG) n. 4: “Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti”.


 

Uguaglianza di genere

Una grande percentuale di donne e bambine nei paesi in via di sviluppo si occupa di lavori faticosi come raccogliere la legna, portare l’acqua, macinare il grano, preparare il cibo e altri lavori domestici. Le istituzioni pubbliche e private di ogni paese dovrebbero contribuire all’emancipazione femminile, introducendo fonti energetiche moderne e fornendo loro strumenti più adeguati come stufe a biomasse e macine più efficienti.

L’accesso all’energia riduce quindi il peso di raccogliere il legname e portare l’acqua, divenendo una condizione fondamentale per la valorizzazione delle donne nei paesi poveri e per assicurare alle ragazze l’accesso a programmi educativi che permettano loro di sviluppare le proprie capacità e sfruttare il proprio potenziale.

L’accesso all’energia contribuisce quindi al raggiungimento dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile (SDG) n. 5: “Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze”.

 



Sviluppo economico

È difficile immaginare uno sviluppo economico senza accesso all’energia moderna. L’energia è strumentale per la maggior parte dei prodotti e dei servizi associati allo sviluppo.

La distribuzione iniqua del consumo di energia nel mondo è un ostacolo alla crescita economica e una causa di disuguaglianza tra i paesi. D’altra parte molti tra i paesi meno sviluppati possiedono grandi quantità di fonti energetiche. Un uso sostenibile e responsabile di queste risorse può dare un notevole impulso allo sviluppo e al miglioramento del tenore di vita e ridurre le disuguaglianze.

L’accesso all’energia è cruciale per lo sviluppo economico delle comunità, poiché dà un apporto fondamentale alle imprese di cui beneficia anche la popolazione in termini di occupazione e di reddito.

L’approvvigionamento idrico, i processi di trasformazione alimentare, le comunicazioni, l’istruzione e la maggior parte delle attività produttive necessitano di un accesso alle moderne forme di energia.

Un compito impegnativo è la costruzione di infrastrutture energetiche in contesti in cui è incerta la restituzione dei prestiti per gli investimenti e la manutenzione nel lungo termine. Questa è una sfida che deve essere affrontata dai governi e dalle istituzioni internazionali.

Occupazione

L’occupazione e un lavoro dignitoso rappresentano la via principale per emanciparsi dalla povertà.

Una crescita economica trainata dal settore privato è decisiva per il raggiungimento degli SDGs e l’accesso all’energia sostenibile è un fattore chiave per lo sviluppo, l’occupazione e la competitività.

Numerose popolazioni, specialmente in Africa sub-Sahariana, vivono fuori dalla portata delle reti elettriche, e continueranno a esserlo nel futuro prossimo. Questo però non significa che l’accesso all’elettricità debba essere loro negato. Esistono soluzioni efficaci, non connesse alle grandi reti (‘off-grid’), che potrebbero permettere a queste persone di migliorare le loro condizioni di vita, con ricadute positive sull’occupazione locale.

L’accesso all’energia quindi contribuisce ampiamente al raggiungimento dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile (SDG) n. 8: “Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti”. 

Attività produttive

La maggior parte dei paesi in via di sviluppo deve superare grandi ostacoli legati alla produzione di energia, specialmente nelle aree rurali. Anche quando l’allacciamento alla rete sussiste, la fornitura è spesso insufficiente e discontinua.  Questo è un serio ostacolo allo sviluppo economico e incide negativamente sulla produttività, specie nel caso delle piccole e medie imprese, che sono le più diffuse nei contesti rurali.

E’ dunque necessario dedicare grandi sforzi per migliorare l’accesso a servizi elettrici affidabili e non troppo costosi e per ridurre le interruzioni di corrente, una delle principali cause della bassa produttività.

Molti dei governi di questi paesi meno sviluppati non sono in grado di costruire le infrastrutture energetiche necessarie, spesso a causa dei costi elevati. Per finanziarle servono infatti istituzioni stabili e non corrotte, insieme al supporto della cooperazione internazionale. I paesi più ricchi di risorse naturali potrebbero, e dovrebbero, sfruttare il ricavato delle esportazioni per trainare un aumento dell’occupazione e migliorare la qualità della vita, riducendo così la disuguaglianza nel lungo periodo.

Finanziare l'energia

Nel 2011, l’Agenzia Internazionale dell’Energia ha stimato che per garantire l’accesso universale all’energia entro il 2030 devono essere investiti circa 50 miliardi di dollari all’anno, da destinare principalmente all’Africa sub-Sahariana. Il dato reale degli investimenti rivolti all’ampliamento dei servizi energetici invece aumenterà gradualmente dai 9 miliardi di dollari del 2009 a una media di 14 miliardi nel 2030; cifra decisamente inferiore rispetto a quella necessaria.

A livello mondiale, il totale degli investimenti per le infrastrutture elettriche è stato stimato in 1.600 miliardi annui con una graduale tendenza alla crescita (AIE, World Energy Outlook, 2014). Il flusso annuale di 50 miliardi di dollari risulterebbe quindi soltanto il 3% degli investimenti annuali destinati alle infrastrutture elettriche a livello globale, da oggi fino al 2030.

Per attirare più investimenti privati è fondamentale che i governi nazionali sviluppino le professionalità interne al paese e adottino un sistema solido di governance e di regolazione. Il settore pubblico (Governi nazionali e istituzioni multilaterali e bilaterali) dovrebbero inoltre facilitare e orientare gli investimenti privati e incoraggiare lo sviluppo di modelli di business replicabili.

Un altro strumento dimostratosi efficace sono le sovvenzioni pubbliche, progettate attentamente per essere indirizzate alla parte più povera e vulnerabile della popolazione. I sussidi, infatti, devono essere usati con cautela in modo da ottenere i risultati desiderati senza distorcere il mercato. La micro-finanza è un ulteriore strumento utile per concedere piccoli prestiti a società o famiglie, da investire in tecnologie per l’ energia moderna.

L’accesso al clean cookingrichiede invece un livello molto inferiore di investimenti e può a suo volta beneficiare degli strumenti di micro-finanza e dei modelli di business innovativi.

Produzione di energia e infrastrutture

La disponibilità e l'affidabilità delle infrastrutture energetiche permettono a ciascun paese di sviluppare la propria economia, aumentare la propria produttività e garantire istruzione e servizi sanitari ai propri cittadini.

In Africa, le risorse energetiche sono concentrate in pochi paesi, che sono spesso troppo piccoli per sfruttarle appieno; al tempo stesso, le barriere fisiche e finanziarie tra i diversi paesi impediscono di esportare l’energia dove vi è bisogno.

La costruzione di impianti decentralizzati per la produzione di energia rinnovabile, in particolare energia solare, assicurano l'accesso all'energia in aree remote altrimenti poco raggiungibili, permettendo agli abitanti di uscire dalla condizione di povertà estrema. Infrastrutture di questo tipo possono anche offrire vantaggi apprezzabili in termini di riduzione della mortalità e miglioramento della salute. Per questa ragione, gli investimenti in infrastrutture energetiche devono concentrarsi non solo sull’ampliamento delle reti elettriche e sui combustibili fossili tradizionali, ma anche sulle piccole reti locali isolate e alimentate da fonti rinnovabili.

Tutela dell'ambiente

La produzione di energia elettrica è uno dei maggiori responsabili delle emissioni di gas serra nell’atmosfera. Paradossalmente, molti paesi poveri non hanno accesso all'energia ma sono tra i primi a subire i danni del cambiamento climatico, che è conseguenza di decisioni prese altrove nel mondo. Il cambiamento climatico è un problema globale che richiede soluzioni globali.

L’accesso all'energia moderna può essere ampliato attraverso le stesse azioni che aiutano a mitigare i rischi del cambiamento climatico.

Ad esempio, la diffusione di sistemi per cucinare a ridotto impatto ambientale (clean cooking facilities), non solo migliorerà la salute di ampie popolazioni, ma contribuirà inoltre a limitare l’utilizzo, ormai insostenibile, di legna da ardere, riducendo così il degrado ambientale, limitando la deforestazione e la conseguente erosione del suolo.

Un ulteriore esempio è rappresentato dal gas che fuoriesce spontaneamente dai pozzi di petrolio, che viene spesso bruciato all’aperto (gas flaring) con un impatto negativo sull’ambiente locale e globale. Questo può essere eliminato costruendo centrali a gas e distribuendo localmente l’energia elettrica prodotta.

La produzione di energia da fonti rinnovabili svolge un ruolo importante nel garantire lo sviluppo ecocompatibile in molti paesi. Tuttavia ci sono casi in cui lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, come ad esempio i grandi progetti idroelettrici, deve tener conto della tutela dell’ambiente circostante.

Mitigazione dei cambiamenti climatici

Il maggiore utilizzo di combustibili fossili (principalmente per produrre elettricità) e lo sfruttamento del suolo (causa principale della deforestazione) stanno aumentando la quantità di gas serra (GHG) emessi nell’atmosfera terrestre. Di conseguenza, il clima del mondo sta cambiando e continuerà a cambiare per tutto il secolo in corso, a una velocità senza precedenti nella storia umana.

paesi poveri non sono certo tra i principali responsabili del cambiamento climatico, tuttavia ne subiscono gli effetti più gravi. L’Africa subsahariana rappresenta il paradosso di essere uno dei maggiori paesi esportatori di combustibili fossili e al contempo trovarsi in una estrema povertà energetica.

Per soddisfare la crescente domanda di energia, le politiche nazionali ed internazionali devono sostenere e incoraggiare le nuove produzioni di energia derivate da fonti rinnovabili, piuttosto che, come succedeva in passato, favorire l’utilizzo di combustibili fossili. Le nuove iniziative devono dunque evitare di replicare sistemi e tecnologie che ormai appartengono al passato.

È necessario quindi un forte sostegno pubblico e privato, anche con nuovi modelli di governance, per incoraggiare i paesi in via di sviluppo e le economie in transizione ad adottare un modello caratterizzato da basse emissioni di carbonio. Azioni mitigatrici possono quindi prevedere l’utilizzo di nuove tecnologie ed il ricorso a fonti rinnovabili, rendere più efficienti le vecchie attrezzature, modificare le pratiche di gestione e i comportamenti di consumo. Può trattarsi di operazioni complesse come la pianificazione di una nuova città, o semplici come la progettazione di migliori stufe per cucinare.

Adattamento al cambiamento climatico

I cambiamenti climatici possono rendere le sfide sociali ed economiche in atto ancora più difficili, soprattutto per le società più povere ed esposte. I rischi sono visibili in agricoltura, nella pesca, nei settori di sostentamento delle popolazioni rurali dei paesi in via di sviluppo. Queste popolazioni sono molto vulnerabili e hanno specifiche esigenze di adattamento.

Interventi di adattamento preventivi permettono di salvare vite e risparmiare soldi nel momento di necessità.

È necessaria un'azione combinata a livello mondiale per consentire ai paesi in via di sviluppo di adattarsi agli effetti dei cambiamenti climatici in atto e che peggioreranno in futuro. L’adattamento richiede infrastrutture e tecnologie più resistenti al clima e nuove pratiche agricole per contrastare l'aumento dei rischi climatici.

Utilizzo della biomassa, uso del suolo e conservazione delle risorse naturali

Circa 2,7 miliardi di persone nel mondo fanno affidamento sull'uso tradizionale di biomassa per cucinare e riscaldarsi, con conseguenze negative per la salute umana e per l’ambiente. Più della metà della popolazione delle regioni meno sviluppate dell'Asia (circa 1,8 miliardi di persone) e l'80% della popolazione nell’Africa subsahariana (quasi 700 milioni di abitanti) vivono senza alcuna fonte pulita per cucinare. Le famiglie rurali si affidano alla legna, che è spesso l'unico combustibile disponibile per soddisfare ogni esigenza domestica; mentre le famiglie urbane utilizzano il carbone, spesso prodotto con metodi altamente inquinanti.

Quando non vi sono alternative migliori rispetto alla combustione di biomassa per fini energetici, questo processo dovrebbe avvenire in modo più efficientee sostenibile possibile e nel rispetto delle politiche di gestione delle foreste. Le attività agro-forestali possono infatti generare un reddito maggiore nelle aree rurali, e creare opportunità introducendo nuove pratiche sostenibili di uso del suolo, piuttosto che rappresentare una minaccia per l'agricoltura di sussistenza e per lo sviluppo di colture alimentari.

Anche le fonti energetiche rinnovabili hanno un grosso impatto sull’ambiente locale. Ad esempio, i grandi impianti di produzione idroelettrica possono deviare le risorse idriche e quindi influire negativamente sull’ambiente naturale circostante. In altri casi, tuttavia, queste strutture possono anche creare nuove opportunità sul territorio, se la produzione di energia idroelettrica viene combinata con politiche di gestione dell'acqua più efficienti.